News dal Progetto Martina

“Chiamalo pure Voldemort, Harry. Bisogna sempre chiamare le cose col proprio nome. La paura del nome non fa che aumentare la paura della cosa stessa.”

Carissimi lettori,

La prima cosa che sono certo vi stiate domandando in questo momento è “Abbiamo forse un Officer nazionale a cui sta dando di volta il cervello? Cosa ci incastra il celebre antagonista della saga di Harry Potter con il Progetto Martina?” la risposta a questa domanda è che, a mio parere, esiste una similitudine profonda tra ciò di cui il nostro service si occupa e questo personaggio. Troppo spesso mi è capitato di imbattermi in persone, magari anche di grande cultura e bene informate in materia, che non riuscivano a pronunciare parole come “tumore” o “cancro” senza sussultare vistosamente o avere dei groppi alla gola come, appunto, molti personaggi dei libri della Rowling nel dire la parola “Voldemort”. Tale atteggiamento, sebbene da un lato comprensibile, rappresenta purtroppo un grosso problema sul piano medico poiché troppo spesso le persone sono portate ad ignorare le prime avvisaglie di una patologia di per sé silente, arrivando poi dal medico quando i sintomi sono terribilmente evidenti ed il tumore si trova già in stato avanzato. A questa problematica si aggiunge poi il fatto che molto spesso le persone più giovani non hanno gli strumenti per rendersi conto che c’è qualcosa che non va, per capire ciò che il proprio corpo ci sta dicendo.

Il Progetto Martina interviene proprio su questi aspetti. A differenza di molti progetti analoghi, l’anima del Progetto sta nel cercare di creare un ambiente rilassato in cui le persone possano sentirsi serene e a proprio agio permettendogli così di interagire con i relatori e apprendere nozioni utili per la prevenzione dei tumori. Alla base di ciò sta la ferma convinzione che non la paura bensì la cultura sia la più importante arma nella prevenzione oncologica. Quella che questo service ci propone è dunque un’importantissima battaglia culturale per fare la differenza nella vita delle persone che deve vedere i soci LIONS spalla a spalla con i soci LEO in un perfetto duetto. Per ottenere un’ottima riuscita del service, infatti, è necessario che LIONS ed LEO lavorino in perfetta simbiosi, specialmente come relatori: se da una parte i LIONS devono apportare l’esperienza e la saggezza conseguite negli anni, i LEO apportano nuove idee e quella freschezza necessarie per creare la giusta empatia con l’uditorio.

Infine concludo il mio intervento con un'ultima riflessione,Il prossimo anno sociale non sarà un anno qualsiasi. Sarà l’anno del centenario della nostra associazione. Un traguardo importante che ci metterà alla prova vecchi traguardi da raggiungere con e nuove sfide da affrontare. Ed è a queste sfide che voglio aggiungere la mia personalissima sfida a tutti Voi, carissimi soci. Organizzare gli incontri con le scuole può non essere semplice, me ne rendo perfettamente conto. Eppure difficilmente una scuola dirà di no ad un progetto di prevenzione sanitaria a costo 0, se richiesto per tempo e nei giusti modi. Andate dunque ora nelle scuole di Italia “dall’Alpi a Sicilia”e chiedete di inserirlo nei Piani di Offerta Formativa! Pensate a quale enorme traguardo sarebbe se TUTTI i Leo Club d’Italia organizzassero almeno un incontro!

Sarebbe un importantissimo traguardo per la nostra associazione , l’occasione per rompere la cappa di silenzio che circonda il tumore, l’occasione per rendere le persone consapevoli e non ignare, l’occasione per fare la differenza nella loro vita nel modo: salvandogliela!

Eric degl’Innocenti

Coordinatore Nazionale LEO service “Progetto Martina”